Il circuito a croce di diamante differenziale


Linearità reale senza controreazione


Il circuito Diamond Cross Differenziale rappresenta uno dei punti più alti della ricerca progettuale di Kingwa ed è la soluzione che ha portato Audio-GD a distinguersi a livello internazionale, fino al riconoscimento tecnico di cui abbiamo già parlato.


A differenza delle architetture convenzionali, questo stadio non nasce per “correggere” il segnale tramite controreazione, ma per non generare errore alla radice.


Cos’è una croce di diamante


La croce di diamante è una topologia completamente simmetrica e differenziale, in cui i dispositivi attivi sono disposti in modo incrociato:


  • i rami positivi e negativi lavorano in perfetta specularità

  • la corrente scorre in modo continuo e bilanciato

  • non esistono punti di commutazione critici tipici delle classi AB tradizionali


Il risultato è uno stadio che si comporta come una classe A pura, ma senza le dissipazioni estreme e senza introdurre distorsioni dinamiche legate al passaggio tra dispositivi.


Perché è diversa dai finali tradizionali


Negli amplificatori classici, soprattutto quelli con forte controreazione globale, la linearità viene “ricostruita” a posteriori:

il segnale viene amplificato, confrontato con l’uscita e corretto.


Questo approccio migliora le misure statiche, ma introduce:


  • ritardi temporali

  • instabilità su carichi reali

  • distorsioni variabili con frequenza e potenza


La croce di diamante differenziale, invece, lavora in anello aperto ma con una linearità intrinseca molto elevata.

La distorsione non viene cancellata: non viene generata.


Integrazione con l’amplificazione in corrente ACSS


Il vero salto concettuale avviene quando la croce di diamante viene integrata con lo stadio ACSS (Audio-GD Current Signal System).


In questa configurazione:


  • il segnale non viene trattato come tensione ma come corrente

  • l’impedenza di lavoro resta costante

  • le variazioni di carico influenzano minimamente il comportamento del circuito


La croce di diamante diventa così lo stadio ideale per pilotare:


  • cuffie ad alta e bassa impedenza

  • stadi di potenza

  • carichi complessi e reattivi


con una coerenza timbrica che resta invariata al variare del volume e della dinamica.


Distorsione costante, non “bella sulla carta”


Uno degli aspetti più rari di questo progetto è che la distorsione:


  • rimane piatta su tutta la banda audio

  • non cresce in modo significativo all’aumentare della potenza

  • non cambia carattere timbrico con il programma musicale


Questo significa che un pianoforte, una voce o un’orchestra mantengono la stessa identità sonora, senza quella sensazione di “suono che cambia” tipica di molti amplificatori quando vengono spinti.


Le misure, effettuate con strumentazione Audio Precision, confermano valori eccellenti, ma ciò che rende questo circuito unico è che le misure raccontano esattamente ciò che si ascolta.


Perché ha fatto scuola


Il circuito a croce di diamante differenziale non è una soluzione semplice né economica:


  • richiede componenti selezionati

  • accoppiamenti estremamente precisi

  • alimentazioni dedicate e sovradimensionate

  • layout fisici complessi


Ma è proprio questa complessità a permettere ad Audio-GD di realizzare amplificazioni:


  • senza controreazione globale

  • senza controreazione locale

  • senza operazionali

  • senza compromessi timbrici


Il risultato è un suono trasparente, stabile, naturale, con una capacità dinamica che resta sempre sotto controllo

Il circuito a croce di diamante differenziale


Linearità reale senza controreazione


Il circuito Diamond Cross Differenziale rappresenta uno dei punti più alti della ricerca progettuale di Kingwa ed è la soluzione che ha portato Audio-GD a distinguersi a livello internazionale, fino al riconoscimento tecnico di cui abbiamo già parlato.


A differenza delle architetture convenzionali, questo stadio non nasce per “correggere” il segnale tramite controreazione, ma per non generare errore alla radice.


Cos’è una croce di diamante


La croce di diamante è una topologia completamente simmetrica e differenziale, in cui i dispositivi attivi sono disposti in modo incrociato:


  • i rami positivi e negativi lavorano in perfetta specularità

  • la corrente scorre in modo continuo e bilanciato

  • non esistono punti di commutazione critici tipici delle classi AB tradizionali


Il risultato è uno stadio che si comporta come una classe A pura, ma senza le dissipazioni estreme e senza introdurre distorsioni dinamiche legate al passaggio tra dispositivi.


Perché è diversa dai finali tradizionali


Negli amplificatori classici, soprattutto quelli con forte controreazione globale, la linearità viene “ricostruita” a posteriori:

il segnale viene amplificato, confrontato con l’uscita e corretto.


Questo approccio migliora le misure statiche, ma introduce:


  • ritardi temporali

  • instabilità su carichi reali

  • distorsioni variabili con frequenza e potenza


La croce di diamante differenziale, invece, lavora in anello aperto ma con una linearità intrinseca molto elevata.

La distorsione non viene cancellata: non viene generata.


Integrazione con l’amplificazione in corrente ACSS


Il vero salto concettuale avviene quando la croce di diamante viene integrata con lo stadio ACSS (Audio-GD Current Signal System).


In questa configurazione:


  • il segnale non viene trattato come tensione ma come corrente

  • l’impedenza di lavoro resta costante

  • le variazioni di carico influenzano minimamente il comportamento del circuito


La croce di diamante diventa così lo stadio ideale per pilotare:


  • cuffie ad alta e bassa impedenza

  • stadi di potenza

  • carichi complessi e reattivi


con una coerenza timbrica che resta invariata al variare del volume e della dinamica.


Distorsione costante, non “bella sulla carta”


Uno degli aspetti più rari di questo progetto è che la distorsione:


  • rimane piatta su tutta la banda audio

  • non cresce in modo significativo all’aumentare della potenza

  • non cambia carattere timbrico con il programma musicale


Questo significa che un pianoforte, una voce o un’orchestra mantengono la stessa identità sonora, senza quella sensazione di “suono che cambia” tipica di molti amplificatori quando vengono spinti.


Le misure, effettuate con strumentazione Audio Precision, confermano valori eccellenti, ma ciò che rende questo circuito unico è che le misure raccontano esattamente ciò che si ascolta.


Perché ha fatto scuola


Il circuito a croce di diamante differenziale non è una soluzione semplice né economica:


  • richiede componenti selezionati

  • accoppiamenti estremamente precisi

  • alimentazioni dedicate e sovradimensionate

  • layout fisici complessi


Ma è proprio questa complessità a permettere ad Audio-GD di realizzare amplificazioni:


  • senza controreazione globale

  • senza controreazione locale

  • senza operazionali

  • senza compromessi timbrici


Il risultato è un suono trasparente, stabile, naturale, con una capacità dinamica che resta sempre sotto controllo

Il circuito a croce di diamante differenziale


Linearità reale senza controreazione


Il circuito Diamond Cross Differenziale rappresenta uno dei punti più alti della ricerca progettuale di Kingwa ed è la soluzione che ha portato Audio-GD a distinguersi a livello internazionale, fino al riconoscimento tecnico di cui abbiamo già parlato.


A differenza delle architetture convenzionali, questo stadio non nasce per “correggere” il segnale tramite controreazione, ma per non generare errore alla radice.


Cos’è una croce di diamante


La croce di diamante è una topologia completamente simmetrica e differenziale, in cui i dispositivi attivi sono disposti in modo incrociato:


  • i rami positivi e negativi lavorano in perfetta specularità

  • la corrente scorre in modo continuo e bilanciato

  • non esistono punti di commutazione critici tipici delle classi AB tradizionali


Il risultato è uno stadio che si comporta come una classe A pura, ma senza le dissipazioni estreme e senza introdurre distorsioni dinamiche legate al passaggio tra dispositivi.


Perché è diversa dai finali tradizionali


Negli amplificatori classici, soprattutto quelli con forte controreazione globale, la linearità viene “ricostruita” a posteriori:

il segnale viene amplificato, confrontato con l’uscita e corretto.


Questo approccio migliora le misure statiche, ma introduce:


  • ritardi temporali

  • instabilità su carichi reali

  • distorsioni variabili con frequenza e potenza


La croce di diamante differenziale, invece, lavora in anello aperto ma con una linearità intrinseca molto elevata.

La distorsione non viene cancellata: non viene generata.


Integrazione con l’amplificazione in corrente ACSS


Il vero salto concettuale avviene quando la croce di diamante viene integrata con lo stadio ACSS (Audio-GD Current Signal System).


In questa configurazione:


  • il segnale non viene trattato come tensione ma come corrente

  • l’impedenza di lavoro resta costante

  • le variazioni di carico influenzano minimamente il comportamento del circuito


La croce di diamante diventa così lo stadio ideale per pilotare:


  • cuffie ad alta e bassa impedenza

  • stadi di potenza

  • carichi complessi e reattivi


con una coerenza timbrica che resta invariata al variare del volume e della dinamica.


Distorsione costante, non “bella sulla carta”


Uno degli aspetti più rari di questo progetto è che la distorsione:


  • rimane piatta su tutta la banda audio

  • non cresce in modo significativo all’aumentare della potenza

  • non cambia carattere timbrico con il programma musicale


Questo significa che un pianoforte, una voce o un’orchestra mantengono la stessa identità sonora, senza quella sensazione di “suono che cambia” tipica di molti amplificatori quando vengono spinti.


Le misure, effettuate con strumentazione Audio Precision, confermano valori eccellenti, ma ciò che rende questo circuito unico è che le misure raccontano esattamente ciò che si ascolta.


Perché ha fatto scuola


Il circuito a croce di diamante differenziale non è una soluzione semplice né economica:


  • richiede componenti selezionati

  • accoppiamenti estremamente precisi

  • alimentazioni dedicate e sovradimensionate

  • layout fisici complessi


Ma è proprio questa complessità a permettere ad Audio-GD di realizzare amplificazioni:


  • senza controreazione globale

  • senza controreazione locale

  • senza operazionali

  • senza compromessi timbrici


Il risultato è un suono trasparente, stabile, naturale, con una capacità dinamica che resta sempre sotto controllo

Il circuito a croce di diamante differenziale


Linearità reale senza controreazione


Il circuito Diamond Cross Differenziale rappresenta uno dei punti più alti della ricerca progettuale di Kingwa ed è la soluzione che ha portato Audio-GD a distinguersi a livello internazionale, fino al riconoscimento tecnico di cui abbiamo già parlato.


A differenza delle architetture convenzionali, questo stadio non nasce per “correggere” il segnale tramite controreazione, ma per non generare errore alla radice.


Cos’è una croce di diamante


La croce di diamante è una topologia completamente simmetrica e differenziale, in cui i dispositivi attivi sono disposti in modo incrociato:


  • i rami positivi e negativi lavorano in perfetta specularità

  • la corrente scorre in modo continuo e bilanciato

  • non esistono punti di commutazione critici tipici delle classi AB tradizionali


Il risultato è uno stadio che si comporta come una classe A pura, ma senza le dissipazioni estreme e senza introdurre distorsioni dinamiche legate al passaggio tra dispositivi.


Perché è diversa dai finali tradizionali


Negli amplificatori classici, soprattutto quelli con forte controreazione globale, la linearità viene “ricostruita” a posteriori:

il segnale viene amplificato, confrontato con l’uscita e corretto.


Questo approccio migliora le misure statiche, ma introduce:


  • ritardi temporali

  • instabilità su carichi reali

  • distorsioni variabili con frequenza e potenza


La croce di diamante differenziale, invece, lavora in anello aperto ma con una linearità intrinseca molto elevata.

La distorsione non viene cancellata: non viene generata.


Integrazione con l’amplificazione in corrente ACSS


Il vero salto concettuale avviene quando la croce di diamante viene integrata con lo stadio ACSS (Audio-GD Current Signal System).


In questa configurazione:


  • il segnale non viene trattato come tensione ma come corrente

  • l’impedenza di lavoro resta costante

  • le variazioni di carico influenzano minimamente il comportamento del circuito


La croce di diamante diventa così lo stadio ideale per pilotare:


  • cuffie ad alta e bassa impedenza

  • stadi di potenza

  • carichi complessi e reattivi


con una coerenza timbrica che resta invariata al variare del volume e della dinamica.


Distorsione costante, non “bella sulla carta”


Uno degli aspetti più rari di questo progetto è che la distorsione:


  • rimane piatta su tutta la banda audio

  • non cresce in modo significativo all’aumentare della potenza

  • non cambia carattere timbrico con il programma musicale


Questo significa che un pianoforte, una voce o un’orchestra mantengono la stessa identità sonora, senza quella sensazione di “suono che cambia” tipica di molti amplificatori quando vengono spinti.


Le misure, effettuate con strumentazione Audio Precision, confermano valori eccellenti, ma ciò che rende questo circuito unico è che le misure raccontano esattamente ciò che si ascolta.


Perché ha fatto scuola


Il circuito a croce di diamante differenziale non è una soluzione semplice né economica:


  • richiede componenti selezionati

  • accoppiamenti estremamente precisi

  • alimentazioni dedicate e sovradimensionate

  • layout fisici complessi


Ma è proprio questa complessità a permettere ad Audio-GD di realizzare amplificazioni:


  • senza controreazione globale

  • senza controreazione locale

  • senza operazionali

  • senza compromessi timbrici


Il risultato è un suono trasparente, stabile, naturale, con una capacità dinamica che resta sempre sotto controllo

Il circuito a croce di diamante differenziale


Linearità reale senza controreazione


Il circuito Diamond Cross Differenziale rappresenta uno dei punti più alti della ricerca progettuale di Kingwa ed è la soluzione che ha portato Audio-GD a distinguersi a livello internazionale, fino al riconoscimento tecnico di cui abbiamo già parlato.


A differenza delle architetture convenzionali, questo stadio non nasce per “correggere” il segnale tramite controreazione, ma per non generare errore alla radice.


Cos’è una croce di diamante


La croce di diamante è una topologia completamente simmetrica e differenziale, in cui i dispositivi attivi sono disposti in modo incrociato:


  • i rami positivi e negativi lavorano in perfetta specularità

  • la corrente scorre in modo continuo e bilanciato

  • non esistono punti di commutazione critici tipici delle classi AB tradizionali


Il risultato è uno stadio che si comporta come una classe A pura, ma senza le dissipazioni estreme e senza introdurre distorsioni dinamiche legate al passaggio tra dispositivi.


Perché è diversa dai finali tradizionali


Negli amplificatori classici, soprattutto quelli con forte controreazione globale, la linearità viene “ricostruita” a posteriori:

il segnale viene amplificato, confrontato con l’uscita e corretto.


Questo approccio migliora le misure statiche, ma introduce:


  • ritardi temporali

  • instabilità su carichi reali

  • distorsioni variabili con frequenza e potenza


La croce di diamante differenziale, invece, lavora in anello aperto ma con una linearità intrinseca molto elevata.

La distorsione non viene cancellata: non viene generata.


Integrazione con l’amplificazione in corrente ACSS


Il vero salto concettuale avviene quando la croce di diamante viene integrata con lo stadio ACSS (Audio-GD Current Signal System).


In questa configurazione:


  • il segnale non viene trattato come tensione ma come corrente

  • l’impedenza di lavoro resta costante

  • le variazioni di carico influenzano minimamente il comportamento del circuito


La croce di diamante diventa così lo stadio ideale per pilotare:


  • cuffie ad alta e bassa impedenza

  • stadi di potenza

  • carichi complessi e reattivi


con una coerenza timbrica che resta invariata al variare del volume e della dinamica.


Distorsione costante, non “bella sulla carta”


Uno degli aspetti più rari di questo progetto è che la distorsione:


  • rimane piatta su tutta la banda audio

  • non cresce in modo significativo all’aumentare della potenza

  • non cambia carattere timbrico con il programma musicale


Questo significa che un pianoforte, una voce o un’orchestra mantengono la stessa identità sonora, senza quella sensazione di “suono che cambia” tipica di molti amplificatori quando vengono spinti.


Le misure, effettuate con strumentazione Audio Precision, confermano valori eccellenti, ma ciò che rende questo circuito unico è che le misure raccontano esattamente ciò che si ascolta.


Perché ha fatto scuola


Il circuito a croce di diamante differenziale non è una soluzione semplice né economica:


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  • accoppiamenti estremamente precisi

  • alimentazioni dedicate e sovradimensionate

  • layout fisici complessi


Ma è proprio questa complessità a permettere ad Audio-GD di realizzare amplificazioni:


  • senza controreazione globale

  • senza controreazione locale

  • senza operazionali

  • senza compromessi timbrici


Il risultato è un suono trasparente, stabile, naturale, con una capacità dinamica che resta sempre sotto controllo

Il circuito a croce di diamante differenziale


Linearità reale senza controreazione


Il circuito Diamond Cross Differenziale rappresenta uno dei punti più alti della ricerca progettuale di Kingwa ed è la soluzione che ha portato Audio-GD a distinguersi a livello internazionale, fino al riconoscimento tecnico di cui abbiamo già parlato.


A differenza delle architetture convenzionali, questo stadio non nasce per “correggere” il segnale tramite controreazione, ma per non generare errore alla radice.


Cos’è una croce di diamante


La croce di diamante è una topologia completamente simmetrica e differenziale, in cui i dispositivi attivi sono disposti in modo incrociato:


  • i rami positivi e negativi lavorano in perfetta specularità

  • la corrente scorre in modo continuo e bilanciato

  • non esistono punti di commutazione critici tipici delle classi AB tradizionali


Il risultato è uno stadio che si comporta come una classe A pura, ma senza le dissipazioni estreme e senza introdurre distorsioni dinamiche legate al passaggio tra dispositivi.


Perché è diversa dai finali tradizionali


Negli amplificatori classici, soprattutto quelli con forte controreazione globale, la linearità viene “ricostruita” a posteriori:

il segnale viene amplificato, confrontato con l’uscita e corretto.


Questo approccio migliora le misure statiche, ma introduce:


  • ritardi temporali

  • instabilità su carichi reali

  • distorsioni variabili con frequenza e potenza


La croce di diamante differenziale, invece, lavora in anello aperto ma con una linearità intrinseca molto elevata.

La distorsione non viene cancellata: non viene generata.


Integrazione con l’amplificazione in corrente ACSS


Il vero salto concettuale avviene quando la croce di diamante viene integrata con lo stadio ACSS (Audio-GD Current Signal System).


In questa configurazione:


  • il segnale non viene trattato come tensione ma come corrente

  • l’impedenza di lavoro resta costante

  • le variazioni di carico influenzano minimamente il comportamento del circuito


La croce di diamante diventa così lo stadio ideale per pilotare:


  • cuffie ad alta e bassa impedenza

  • stadi di potenza

  • carichi complessi e reattivi


con una coerenza timbrica che resta invariata al variare del volume e della dinamica.


Distorsione costante, non “bella sulla carta”


Uno degli aspetti più rari di questo progetto è che la distorsione:


  • rimane piatta su tutta la banda audio

  • non cresce in modo significativo all’aumentare della potenza

  • non cambia carattere timbrico con il programma musicale


Questo significa che un pianoforte, una voce o un’orchestra mantengono la stessa identità sonora, senza quella sensazione di “suono che cambia” tipica di molti amplificatori quando vengono spinti.


Le misure, effettuate con strumentazione Audio Precision, confermano valori eccellenti, ma ciò che rende questo circuito unico è che le misure raccontano esattamente ciò che si ascolta.


Perché ha fatto scuola


Il circuito a croce di diamante differenziale non è una soluzione semplice né economica:


  • richiede componenti selezionati

  • accoppiamenti estremamente precisi

  • alimentazioni dedicate e sovradimensionate

  • layout fisici complessi


Ma è proprio questa complessità a permettere ad Audio-GD di realizzare amplificazioni:


  • senza controreazione globale

  • senza controreazione locale

  • senza operazionali

  • senza compromessi timbrici


Il risultato è un suono trasparente, stabile, naturale, con una capacità dinamica che resta sempre sotto controllo

Il circuito a croce di diamante differenziale


Linearità reale senza controreazione


Il circuito Diamond Cross Differenziale rappresenta uno dei punti più alti della ricerca progettuale di Kingwa ed è la soluzione che ha portato Audio-GD a distinguersi a livello internazionale, fino al riconoscimento tecnico di cui abbiamo già parlato.


A differenza delle architetture convenzionali, questo stadio non nasce per “correggere” il segnale tramite controreazione, ma per non generare errore alla radice.


Cos’è una croce di diamante


La croce di diamante è una topologia completamente simmetrica e differenziale, in cui i dispositivi attivi sono disposti in modo incrociato:


  • i rami positivi e negativi lavorano in perfetta specularità

  • la corrente scorre in modo continuo e bilanciato

  • non esistono punti di commutazione critici tipici delle classi AB tradizionali


Il risultato è uno stadio che si comporta come una classe A pura, ma senza le dissipazioni estreme e senza introdurre distorsioni dinamiche legate al passaggio tra dispositivi.


Perché è diversa dai finali tradizionali


Negli amplificatori classici, soprattutto quelli con forte controreazione globale, la linearità viene “ricostruita” a posteriori:

il segnale viene amplificato, confrontato con l’uscita e corretto.


Questo approccio migliora le misure statiche, ma introduce:


  • ritardi temporali

  • instabilità su carichi reali

  • distorsioni variabili con frequenza e potenza


La croce di diamante differenziale, invece, lavora in anello aperto ma con una linearità intrinseca molto elevata.

La distorsione non viene cancellata: non viene generata.


Integrazione con l’amplificazione in corrente ACSS


Il vero salto concettuale avviene quando la croce di diamante viene integrata con lo stadio ACSS (Audio-GD Current Signal System).


In questa configurazione:


  • il segnale non viene trattato come tensione ma come corrente

  • l’impedenza di lavoro resta costante

  • le variazioni di carico influenzano minimamente il comportamento del circuito


La croce di diamante diventa così lo stadio ideale per pilotare:


  • cuffie ad alta e bassa impedenza

  • stadi di potenza

  • carichi complessi e reattivi


con una coerenza timbrica che resta invariata al variare del volume e della dinamica.


Distorsione costante, non “bella sulla carta”


Uno degli aspetti più rari di questo progetto è che la distorsione:


  • rimane piatta su tutta la banda audio

  • non cresce in modo significativo all’aumentare della potenza

  • non cambia carattere timbrico con il programma musicale


Questo significa che un pianoforte, una voce o un’orchestra mantengono la stessa identità sonora, senza quella sensazione di “suono che cambia” tipica di molti amplificatori quando vengono spinti.


Le misure, effettuate con strumentazione Audio Precision, confermano valori eccellenti, ma ciò che rende questo circuito unico è che le misure raccontano esattamente ciò che si ascolta.


Perché ha fatto scuola


Il circuito a croce di diamante differenziale non è una soluzione semplice né economica:


  • richiede componenti selezionati

  • accoppiamenti estremamente precisi

  • alimentazioni dedicate e sovradimensionate

  • layout fisici complessi


Ma è proprio questa complessità a permettere ad Audio-GD di realizzare amplificazioni:


  • senza controreazione globale

  • senza controreazione locale

  • senza operazionali

  • senza compromessi timbrici


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